Roma, 28 aprile 2026 Comunicato stampa
Biodiversità
Il progetto LIFE STREAMS segna una svolta per la trota mediterranea
Migliaia di analisi genetiche condotte su 1.885 esemplari provenienti da 84 siti; 1.174 riproduttori selezionati per la produzione di oltre 1.000.000 di uova all’interno di sette incubatoi; 130 interventi di semina con rilascio di circa 128.000 uova embrionate e oltre 250.000 avannotti in 30 siti, 150 pescatori formati e coinvolti in attività di monitoraggio; fototrappole e altri sistemi di controllo installati in 24 aree per contrastare il bracconaggio e le immissioni illegali.
Dalla tutela genetica al ripristino dei fiumi, passando per il coinvolgimento diretto di pescatori e comunità locali: il progetto europeo LIFE STREAMS, cofinanziato dal programma Life dell’Unione Europea e coordinato dal Parco Nazionale della Maiella, si chiude lasciando un segno concreto nella salvaguardia della trota mediterranea, oggi conosciuta come Salmo ghigii. Una specie sempre più rara, classificata “in pericolo” a livello globale e “in pericolo critico” in Italia dalla IUCN, minacciata da habitat frammentati, cambiamenti climatici e soprattutto dall’ibridazione con specie non autoctone. Una crisi silenziosa, che negli ultimi decenni ha messo a rischio la sopravvivenza stessa della specie nei nostri fiumi.
“Il progetto Life Streams ha posto le basi per poter recuperare e ripristinare le popolazioni di trota mediterranea dei fiumi italiani definendo una procedura applicativa da adottare a seconda dei casi, in tutto l’areale originario di questa specie – ha dichiarato Marco Carafa, biologo del Parco Nazionale della Maiella -. Ora sappiamo dire quali azioni devono essere svolte e con quale metodologia per portare questa specie – oggi fortemente minacciata – ad uno stato di conservazione soddisfacente e con popolazioni stabili e vitali”.
LIFE STREAMS ha infatti affrontato il problema su scala nazionale, intervenendo lungo quasi tutto l’areale italiano della trota mediterranea, dalle aree appenniniche fino alla Sardegna, coinvolgendo parchi nazionali, aree protette regionali e siti della Rete Natura 2000. Un cambio di passo decisivo rispetto al passato, quando gli interventi erano frammentati e limitati ad aree ristrette.
Il cuore del progetto è stato un approccio integrato, basato su solide evidenze scientifiche. Le analisi genetiche preliminari, condotte su 1.885 esemplari provenienti da 84 siti, hanno permesso di individuare le popolazioni ancora geneticamente pure e di pianificare interventi mirati sulle popolazioni compromesse. Su questa base sono stati selezionati 1.174 riproduttori che hanno consentito, al netto della stagione ancora in atto, la produzione di oltre 1.000.000 di uova di trota mediterranea all’interno di sette incubatoi realizzati o potenziati durante il progetto.
Queste attività hanno sostenuto un’intensa azione di ripopolamento e rafforzamento delle popolazioni naturali: fino ad ora nel corso del progetto sono stati effettuati 130 interventi di semina, con il rilascio complessivo di circa 128.000 uova embrionate e oltre 250.000 avannotti in 30 siti, contribuendo in modo significativo alla ricostituzione delle popolazioni autoctone.
Parallelamente, un’azione fondamentale ha riguardato il contrasto alla presenza di trote alloctone. In quattro anni sono stati realizzati 73 interventi di rimozione, che hanno portato all’eradicazione di 4.627 individui su circa 10 chilometri di corsi d’acqua. A queste operazioni è seguita la reintroduzione della specie autoctona, con il rilascio di quasi 40.000 tra uova e avannotti e la traslocazione di 278 esemplari adulti selvatici in ambienti precedentemente bonificati.
Il progetto è intervenuto anche sulla qualità degli habitat fluviali, elemento chiave per la sopravvivenza della specie. La rimozione di barriere fisiche e la realizzazione di passaggi per pesci hanno ripristinato la continuità ecologica in diversi corsi d’acqua, favorendo la libera circolazione degli individui e migliorando le condizioni complessive degli ecosistemi.
Un altro pilastro dell’iniziativa è stato il coinvolgimento diretto degli attori locali. Sono stati formati 150 pescatori, successivamente impegnati in attività di pesca selettiva e monitoraggio in 18 siti, mentre sistemi di controllo come le fototrappole, installate in 24 aree, hanno contribuito a contrastare il bracconaggio e le immissioni illegali.
Tra i risultati più significativi vi è inoltre la definizione delle Linee Guida nazionali per la conservazione della trota mediterranea, pubblicate nel 2024 e aggiornate nel 2025. Il documento è frutto di un ampio processo partecipativo che ha coinvolto circa 400 stakeholder attraverso sette tavole rotonde tenutesi lungo la penisola italiana e in Sardegna, e una consultazione pubblica, raccogliendo oltre 100 contributi. Le Linee Guida rappresentano oggi un riferimento condiviso per la gestione della specie, in coerenza con la Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE.
“Ringrazio in primis la Commissione Europea per aver finanziato il progetto – dichiara il Dr. Luigi Ricci, Direttore del “Dipartimento per il monitoraggio e la tutela dell’ambiente e per la conservazione della biodiversità” – il Parco della Maiella che è l’ente beneficiario del progetto, e i PARCHI NAZIONALI del POLLINO, dei MONTI SIBILLINI, delle FORESTE CASENTINESI MONTE FALTERONA E CAMPIGNA, PARCO REGIONALE MONTEMARCELLO MAGRA, Agenzia Forestale Regionale della Sardegna (FORESTAS), Università di Perugia, Legambiente Nazionale, la Soc. NOESIS e tutti i rappresentanti degli Enti e associazioni che parteciperanno al prosieguo dei lavori, con l’augurio di delineare il percorso per il recupero di un buono stato di conservazione della specie e del suo habitat a livello nazionale”.
Accanto alle azioni sul campo, LIFE STREAMS ha promosso un’intensa attività di educazione ambientale e sensibilizzazione, coinvolgendo scuole, cittadini e associazioni di pesca sportiva in percorsi dedicati alla biodiversità e alla tutela degli ecosistemi fluviali.
I risultati raggiunti dimostrano che un approccio coordinato, basato su scienza, gestione attiva e partecipazione, può invertire il declino di una specie a rischio. LIFE STREAMS lascia in eredità non solo numeri importanti, ma soprattutto un modello operativo replicabile, capace di garantire nel lungo periodo la conservazione della trota mediterranea e la salute dei fiumi italiani.
“La conservazione della trota mediterranea è una priorità strategica per tutelare gli ecosistemi e il benessere delle comunità locali che ne dipendono – ha dichiarato il responsabile Biodiversità di Legambiente Stefano Raimondi -. Il progetto LIFE Streams ha promosso il recupero delle sue popolazioni native, riconoscendo che proteggerla significa salvaguardare anche tradizioni, economie sostenibili e opportunità di sviluppo responsabile, in linea con la strategia APE – Appennino Parco d’Europa che più di trent’anni fa veniva avviata per sostenere l’allora nascente sistema delle aree protette e il suo ruolo nelle politiche di conservazione. Tutelare questa specie vuol dire adottare un approccio integrato tra istituzioni, comunità scientifica, associazioni e cittadini, per garantire la resilienza degli ecosistemi acquatici e assicurare alle future generazioni la possibilità di beneficiare di ambienti fluviali sani e ricchi di vita”.
Per la trota mediterranea non è ancora il momento di abbassare la guardia. Ma oggi, grazie a LIFE STREAMS, il futuro appare decisamente più sostenibile.
Cartella stampa con foto e video:
https://drive.google.com/drive/folders/16HBij1zVcmE_OtTusGlVxa2sy0qWrUjc?usp=sharing
L’ufficio stampa: Milena Dominici – 3490597187 – m.dominici@legambiente.it
Federica Alessandrini – 3664279869/3385054577 – f.alessandrini@legambiente.it
| Il progetto LIFE STREAMS mira al recupero e alla conservazione delle popolazioni di trota mediterranea, salmonide endemico dell’area mediterranea protetto dalla direttiva Habitat. Il progetto è cofinanziato dalla Commissione Europea tramite il Programma LIFE e vede tra i partner il Parco Nazionale della Maiella (capofila), l’Agenzia Forestale Regionale per lo sviluppo del territorio e dell’ambiente in Sardegna – FoReSTAS, ISPRA, Legambiente, Noesis snc, l’Ente Parco di Montemarcello-Magra-Vara, il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, il Parco Nazionale del Pollino, l’Università degli Studi di Perugia. |



